giurisdizione risale più o meno al secolo X, cioè più di mille anni fa.

S. Prospero, che è tra queste pievi, si estendeva sui territori di Chiusura, Zello, S. Mauro, Castelnuovo, parte di Bagnara, di Mordano, che aveva monaci a S. Anastasio (l'attuale S. Francesco), ma che è stato posteriore come organizzazione parrocchiale. I parroci di tale territorio venivano a S. Prospero a ricevere l'investitura.

Negli atti dell'archivio di S. Cassiano, raccolti nel “Cartularium Imolense”, la pieve di S. Prospero è ricordata il 15 giugno 1116, nel 1152 nel testamento di Drudo a favore della chiesa di S.Prospero; nel 1214 Rodolfo ha il titolo di Arciprete di S. Prospero.  Proveniva dai canonici di S. Cassiano Battista De Sellis, decano della Cattedrale d'lmola, ricordato in una lapide conservata nel campanile. Altri arcipreti troviamo negli Atti del Capitolo: Prudenzio nel 1257 e 1262, Bambolonio nel 1350, Guglielmo (dai monaci di S.Maria in Regola) nel 1454.

La pieve di S. Prospero è ricordata nelle bolle dei papi: di Onorio II al vescovo d'Imola Bennone (1129), di Eugenio III al vescovo Rodolfo (1151), di Alessandro III al vescovo Enrico (1179), di Innocenzo III a Mainardino (1215).

Anche i conti Zappi Recordati, la più antica famiglia del luogo, nel 1231, con il capostipite Pietro de Zappis, sono già chiamati Prosperini.

Località e fondi della parrocchia sono ricordati negli atti più antichi; il fondo Tontola, ad esempio, è ricordato in un atto del 1178 e del 1196.

La pieve dall'ampia giurisdizione, mano mano che si infittiscono nella valle gli insediamenti umani e si erigono curazie e nuove parrocchie, si ridimensiona nel territorio fino a raggiungere nel secolo XVI quasi i confini attuali e rimane sede di vicariato fino all'anno 1936.

La nostra Chiesa intanto sullo scorcio del medioevo passa dalla piccola e modesta chiesa romanica, di cui sono venuti alla luce reperti negli scavi del restauro terminato nel 1975, alla chiesa gotica a tre navate. L'ultimo resto di tale chiesa è stato fino al 1975 il corridoio addossato al campanile, che la popolazione ha sempre chiamato “chiesa vecchia”.

Alla fine del '700 la pieve ebbe il coraggio e la capacità di erigere la terza chiesa, la monumentale, su disegno di Cosimo Morelli.

Il campanile incarna materialmente ed è simbolo delle tre epoche rappresentate dalle chiese susseguitesi.

Della prima porta alla base le fondamenta, lo zoccolo e i primi quattro metri; della seconda porta l'inquadratura attuale con l’innalzamento che fece l'arciprete Francesco Zappi nell'anno 1607; della terza porta dall'anno 1863 l'ultima elevazione con l'installazione dell'attuale cella campanaria. Portatore di tanta storia, è ritratto, a simbolo della pieve, nel pavimento mosaico, al centro, sotto la cupola della chiesa.

 

 

Pietro Montroni

 

 

 

 

Aggiornamento riferimenti storici (rispetto al testo originario del 1975) a cura di C.G.

Per ulteriori informazioni:

info@clagal.it

Frammento, recto e verso, di una croce greca (sec. XI—XII) rinvenuto nel terreno accanto alla chiesa di S. Prospero