Fare la storia di un’istituzione che ha circa 15 secoli - come la pieve di San Prospero- è un'impresa temeraria per chi non può approfondire le indagini con ricerche meticolose e lunghe. Diamo appena una sintesi, con documenti sottomano e sulla scia di studi elaborati da competenti.

S.Prospero, 34 metri sul livello del mare, frazione in Comune di Imola (Bologna), a sei chilometri a valle della città, a cinque da Mordano, è situata sulla riva sinistra del Santerno, che nella parte nord-est la divide dalla provincia di Ravenna.

Fu certamente il primo piccolo avamposto che osò spuntare sulla linea d'Imola verso la valle “Padusa”, che nella lontana preistoria era un'immensa e paurosa distesa di acquitrini, di dune e dossi in un'altalena di rigurgiti, tenuti vivi poi dal precipitare dei fiumi dall'Appennino.

Con lo scorrere del millenni la “Padusa” divenne una selva, “selva Litana”, o litoranea, estendendosi dalla via Emilia e limitata a settentrione dal Po di Primaro o Reno e ad oriente dall'Adriatico.

Lasciando la preistoria, i primi insediamenti umani nell'imolese (epoca villanoviana) furono a monte della via Emilia.  Nel sec. VI avanti Cristo c'è l'invasione degli etruschi, che precipitano nell'Emilia e Romagna, con il merito di avere per anni incanalato i fiumi (Santerno compreso) nel decorso verso il mare.

Pare però che questa ondata umana risparmiasse la nostra zona, arrestandosi, a sud, da Cesena a Rimini e, a nord, da Bologna (Felsinea) a Spina e a Ravenna.

A quell'epoca la nostra terra, che non portava ancora - non importa dirlo - il nome cristiano del Patrono San Prospero, era come un belvedere, un balcone, lambito spesso, verso est, dalle acque della sterminata valle; un balcone che però dava una sufficiente sicurezza per l'altimetria superiore di circa venti metri a quella della palude boscosa degradante verso gli acquitrini ed il mare.

Nel sec. V a.C. ci fu l'invasione gallica (Boi - Liguri - Senoni), la quale, pure lasciando indisturbate o quasi le popolazioni preesistenti arroccate sui colli, si insediò nella pianura, da noi.

Nel sec. III a.C. comincia l'espansione romana, che con la disfatta completa dei Galli ad opera di P. Cornelio Scipione Nasica (193 a.C.) prende completo dominio, inalvea i fiumi, fa indietreggiare le acque, allunga la pianura verso il mare, la distribuisce ai coloni reduci dalla guerra e vi impianta il meraviglioso reticolato geometrico delle strade, chiamata centuriazione romana, evidente tuttora.

Vediamolo un poco nella parrocchia di San Prospero. Dopo la costruzione della grande arteria - la via Emilia - nel 187 a.C. ad opera di Emilio Lepido, abbiamo qui la centuriazione con strade parallele alla via Emilia, chiamate “decumani” e perpendicolari alla stessa via, chiamate “cardini”.

· preistoria e protostoria

· sugli spalti della valle “Padusa”

· i primi insediamenti

· la centuriazione romana

· primo centro cristiano del contado

· la vasta Pieve

la storia

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